Trivellazioni

Sono definiti "pali trivellati" quei pali gettati in opera con asportazione del terreno. Ad oggi rappresentano i pali più diffusi e versatili, tanto che le moderne tecnologie ne permettono l'esecuzione in ogni tipo di terreno; da quelli argillosi e limosi a quelli sabbio-ghiaiosi, compresi quelli con presenza di falda acquifera.

I pali trivellati si possono distinguere in piccolo, medio e grande diametro. I micropali sono realizzati mediante attrezzature di ingombro ridotto, possono essere eseguiti anche in luoghi difficilmente accessibili, risultando particolarmente idonei in tutti quei casi nei quali si debbano attraversare murature, strati di cemento, trovanti rocciosi, etc. Nelle trivellazioni le opere di getto e/o iniezione rappresentano la fase più delicata in quanto permettono di ottenere la necessaria capacità portante prevista dal progetto.

Pali

I pali di medio e grande diametro vengono utilizzati per trivellazioni libere o trivellazioni su roccia con ausilio di elica al vidia. Per le trivellazioni in presenza di acqua, viene previsto un apposito rivestimento: quando il terreno presenta condizioni cedevoli o con falda acquifera ci si avvale di un rivestimento provvisorio che sostituisce l'ausilio di bentonite o polimeri altamente tossici ed inquinanti per l'ambiente e che richiederebbero alti costi di smaltimento.

Micropali

I micropali sono particolarmente impiegati per la creazione di paratie, berlinesi, per contenimento di terreno con fabbricato adiacente, muri di confine, etc. Per lavori di ripristino di muratura e per creazione o sistemazione di marciapiedi si impiegano micropali con cordoli di collegamento sulla testa dei pali e mensole di cemento armato poste dentro o sotto la fondazione esistente. Micropali di tipo "Gettato": per le trivellazioni di un diametro compreso tra 160 e 220 mm l'armatura è di norma costituita da una o più barre d'acciaio collegate tra loro mediante saldatura. La miscela viene immessa nel foro mediante tubo gettato calato sul fondo; le miscele normalmente impiegate sono costituite da sabbia e cemento ed il loro getto avviene dall'alto verso il basso. Micropali di tipo "Iniettato": per la realizzazione di micropali iniettati l'armatura metallica è costituita da tubo in acciaio valvolato con valvole manchette; in tal caso la miscela cementizia è costituita da cemento ed acqua con aggiunta di additivo lubrificante. L' additivo serve per migliorare la pompabilità e la lavorabilità della miscela. Il getto della malta cementizia avviene a pressione dal basso verso l'alto. L'iniezione ha come scopo quello di migliorare l'adesione tra la miscela ed il terreno e di conseguenza anche la capacità portante del micropalo.

Sottomurazioni

Qualunque fabbricato, sia di nuova che di vecchia fattura, è soggetto con il trascorrere del tempo ad un naturale degrado delle strutture. Oltre a queste condizioni, vi sono anche fattori esterni che possono compromettere lo stato di conservazione e stabilità dell’edificio. Quello che si rileva è la vastità delle problematiche correlate a varie condizioni come la tipologia costruttiva adottata, i cedimenti di fondazione, i maggiori carichi gravanti sulle strutture, gli eventi sismici, ecc. Le conseguenze di questi effetti possono essere di lieve entità o determinare, nei casi peggiori, crolli parziali o totali delle strutture edilizie. Il danno conseguente alla caratteristica meccanica del suolo di fondazione richiede così specifici interventi di rafforzamento. La sottomurazione è il metodo più antico fra gli interventi sulle fondazioni e ancor oggi è da considerarsi valido in numerosi casi. Si tratta sostanzialmente di rafforzare la struttura fondale prolungandola fino a raggiungere strati di terreno consistenti, aumentando contemporaneamente l'area di contatto alla base in modo da diminuire il carico unitario sulla stessa.

Consolidamento Fabbricati

Il consolidamento dei fabbricati viene realizzato con l'utilizzo di pali a contrasto o pali mega. Per interventi di lesioni, cedimenti strutturali e creazione di vani interrati, si eseguono interventi di consolidamento strutturale delle fondazioni con l'ausilio di pali mega mediante l'uso di martinetto.

Tiranti

I tiranti in acciaio costituiscono una delle tecniche di consolidamento più antiche ed efficaci per rinforzare gli edifici in muratura. Spesso gli edifici in muratura sono antichi, per questo soggetti a volte al vincolo da parte della sovrintendenza, solitamente restia ad applicare un buon numero delle tecniche di consolidamento note in letteratura, soprattutto se è previsto l’uso di calcestruzzo. In questi casi una delle tecniche che ottiene spesso il parere favorevole anche della sovrintendenza è quella con tiranti metallici. Le applicazioni dei tiranti: vengono utilizzati per incrementare la resistenza di una parete nel proprio piano, per ridurre la possibilità di ribaltamento fuori dal piano e per ridurre le spinte statiche di strutture spingenti (archi, volte, tetti, ecc.). I pregi dei tiranti: Sono semplici da mettere in opera, non alterano lo stato tensionale delle costruzioni, sono anche relativamente economici e non richiedono manodopera specializzata.

 

                           

Comportamento di strutture spingenti con e senza tiranti                                         Comportamento fuori piano della parete con e senza tiranti